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Il Tumblr di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.

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    Renzi rilancia e si rivolge direttamente alla sua base.

    Noi siamo qui per cambiare l’Italia e non accetteremo mai di fare le foglie di fico alla vecchia guardia che a volte ritorna. O almeno ci prova.

    (20 Settembre 2014)

    Ebola Key Messages

    uaar-it:

    Buon XX settembre: giornata degli smemorati… ricordiamo cosa successe 144 anni fa al nostro governo firmando la petizione “Spending review anche per la Chiesa”! https://www.change.org/p/deputati-e-senatori-riducete-i-costi-pubblici-della-chiesa

    (20 Settembre 2014)

    La violenta risposta di Renzi all’attacco dei sindacati (video, 2’30”)

    (19 Settembre 2014)

    Cercate di capire l’inglese…

    La resa dei conti

    Lo scontro in Italia non è più fra socialdemocrazia e (presunto) liberalismo ma fra trasversale innovazione e trasversale conservazione. Fino a poco tempo fa combattevamo il berlusconismo liberista e grassatore, volgare ed eversore, pensando di contrapporre un modello sociale ed economico di progresso e sviluppo ad uno di stagnazione parassitaria. Uscito di scena Berlusconi (perché è definitivamente uscito di scena, non fatevi ingannare da quella controfigura che appare in TV e sigla patti con Renzi…), sostituito dal fasciogrillismo inutile e sterile, ed entrato prepotentemente sul palco, rubando la scena a tutti, l’ipercinetico Renzi, tutti i vecchi giochi sono venuti meno. Le regole sono state sparigliate; gli orizzonti ribaltati; le parole d’ordine vanificate. In tutti gli schieramenti siamo alla resa dei conti: i pruriti riformatori stanno trovando nuove strade e rappresentanze, mentre le lobby conservatrici riuniscono le loro armate, o quel che ne resta, attorno a figure di grande e indiscusso prestigio e capacità e competenza come D’Alema o Brunetta. I sindacati sono indecisi se proclamare scioperi necessari alla loro visione del mondo e probabilmente deludenti negli esiti. I parlamentari se ne infischiano delle regole di partito e nessuno obbedisce più a nessuno.

    Il Grande Casino è iniziato.

    (19 Settembre 2014)

    Niente Cottarelli, niente tagli, niente da fare…

    http://ilsaltodirodi.com/2014/09/19/spending-review-non-ne-parliamo-piu/

    (19 Settembre 2014)

    DIssidenti, malpancisti, minoranze in cerca di visibilità portano ulteriori valide ragioni alle liste elettorali decise dalle segreterie!

    (18 Settembre 2014)

    L’attuale situazione dell’epidemia Ebola

    theeconomist:

    Fast-tracking treatments: The hunt for Ebola medicines is being accelerated

    (18 Settembre 2014)

    Le migliori pagine complottarde (ma divertenti) su Facebook

    (17 Settembre 2014)

    I separatismi in Europa

    Fassina perde il pelo ma non il vizio

    L’attesissimo parere di Fassina sul Job Act di Renzi è apparso tempestivamente sull’Huffington Post di oggi con un testo evidentemente in gran parte preparato prima (oppure Fassina è un drago con capacità di scrittura à la Dumas…).

    Nel merito i suoi argomenti sono ideologici e contraddittori: decenni di politiche sociali concertate, di spesa pubblica a tutela dei lavoratori e di ragionamenti “di sinistra” (auspicati da Fassina) hanno portato alla condizione disastrosa da lui descritta, mentre i cattivi americani da lui citati hanno superato in un anno la crisi e in pochi di più hanno riguadagnato i livelli occupazionali pregressi, malgrado il loro malefico liberismo…

    Quello che mi colpisce, comunque, è il richiamo al pensiero “di sinistra”. Sin dal titolo, e poi nel suo post, Fassina non propone argomenti “giusti” (per lui) bensì “di sinistra”. Fassina vuole adattare il mondo alle idee della sinistra, ai valori della sinistra, al linguaggio della sinistra (per come da lui concepita) a prescindere dalla loro attualità e validità. Non ho trovato recentemente esempio più plastico di ciò che si chiama ideologia. Fassina è accecato dall’ideologia; per lui le cose devono andare in un certo modo “perché di sinistra”…

    Fassina e i suoi colleghi della sinistra PD dovrebbero fare una scelta di coerenza e abbandonare il partito; si uniscano a Vendola, Ingroia e ai molti onorevolissimi e - senza sarcasmo - necessari ideologi delle magnifiche sorti, e progressive, che alle elezioni politiche prendono solitamente un buon 2-3% di voti.

    (17 Settembre 2014)

    Perché un vecchio film con John Wayne è meglio che perdere tempo con Floris e Santoro: http://ilsaltodirodi.com/2014/09/17/i-talk-show-ammorbano-le-coscienze/

    (17 Settembre 2014)

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