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    Il deprimente, e un po’ patologico, orizzonte culturale grillino

    Si potrebbe scrivere un trattato, e mi stupirei se qualcuno non lo stesse facendo. Grillo (e Casaleggio) a parte, i seguaci, simpatizzanti, sodali e aderenti del M5S hanno una logica, un lessico e un’argomentazione molto tipica. Chi frequenta i social, e si è imbattuto in loro, avrà notato alcune caratteristiche tipiche:

    • spesso strillano (testi a stampatello, uso di esclamativi…); lo fanno perché loro sono quelli arrabbiati e indignati e lo devono ribadire continuamente;
    • solitamente ripetono le frasi e i cliché di Grillo, con un’aderenza lessicale che esprime chiaramente una subalternità intellettuale che non consente loro di elaborare un pensiero autonomo, sin nelle retoriche comunicative del Capo;
    • qualunque cosa discenda da Grillo è vera a prescindere, non occorre verificare, rimodulare, discutere. Le balle clamorose restano verità; gli atteggiamenti autoritari sono sacrosanti e necessari; mettere in discussione qualsiasi cosa minerebbe la sovrastruttura fideistica, metterebbe in crisi il livello identitario che per persone di fragile personalità e scarsa cultura è un livello fondamentale;
    • qualunque critica fatta al Movimento ma, specialmente, a Grillo, è opera di stupidità quando va bene (giudizio di Grillo sugli elettori all’indomani del risultato del primo turno di amministrative), di convenienza vile (per i giornalisti per esempio, tutti prezzolati) o addirittura di “troll pagati dal PD”. Quest’ultima accusa, che è frequentissima nei commenti del blog di Grillo, è da manuale di psicopatologia: per chi non conosce lo slang del Web un “troll" sarebbe qualcuno che provoca apposta, un infiltrato sabotatore del normale scambio dialettico che mette falsi messaggi per intorbidare le acque; e questi troll, un vero esercito, sarebbero al comando del PD;
    • infine, ma è una sintesi di quanto sopra, si esprime una violenta gruppalità difensiva: un “noi” (giusti, puri, nobili, onesti) contro tutti “loro” (i disonesti, la kasta, gli elettori stupidi, i troll, i giornalisti servi del potere…). Ciò induce una spirale pericolosa: più il Capo inveisce contro il mondo e più i grillini si esaltano; più (e conseguentemente) le elezioni politiche vanno male e più i grillini si chiudono nella cittadella fortificata per affrontare la bella morte; più (e sempre conseguentemente) qualche parlamentare del M5S si dissocia e critica (e viene cacciato) più si trova “dimostrazione” delle proprie verità: che anche fra loro ci sono spie e bricconi, e che solo chi resta e combatte è degno.

    Avevo preparato dei bellissimi esempi tratti dai veri commenti al blog di Grillo, ma mi sono dilungato un po’ troppo. Frequentare quel blog, ammetto, fa un po’ paura, ma occorre conoscere la psicopatologia della vita grillina per capire realmente chi abbiamo di fronte; non solo Grillo, ma un piccolo esercito esaltato. Tutto questo è estremamente pericoloso. Non importa se perdono voti;, qualcuno, in quella pattuglia rimanente, potrebbe veramente perdere il controllo.

    (12 Giugno 2013)

    Note

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    2. debellogrillo ha rebloggato questo post da bezzicante
    3. danielesavi ha rebloggato questo post da bezzicante
    4. postato da bezzicante
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