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    I matti

    L’incontro Renzi-Berlusconi di ieri sera sembra confermare la tenuta del “patto del Nazareno”. Credo che il clou della riunione sia riassumibile nella battuta di Berlusconi riferita dal Messaggero:

    Caro Matteo, facciamo così. Io tengo a bada i miei matti e tu tieni a bada i tuoi matti.

    Perché di matti ne stiamo vedendo molti. Poco mi importa di quelli in Forza Italia, partito allo sbando con guerre intestine feroci per contendersi quote di potere e di visibilità; trovo invece incredibile lo sbando interno al PD dove la minoranza delle sconfitte ignora la storia, il momento, il Paese, la convenienza, tutto, in nome della purezza ideologica, della libera espressione della sottile differenza, delle Magnifiche Sorti e Progressive… e del rancore verso questo tracotante ragazzotto che rischia davvero di fare in pochi mesi quello che i D’Alema, le Bindi, i Fassina e i Bersani non hanno saputo in vent’anni. Un’onta assolutamente da evitare!

    (15 Aprile 2014)

    La minoranza delle banane

    Sono usciti due articoli interessanti che criticano - in forma diversa - la sterile e rancorosa critica a Renzi della minoranza interna PD. Ve li segnalo volentieri:

    Occorre dire che appare veramente singolare come, dopo anni, decenni, di sconfitte e finte vittorie, proprio nel momento del rilancio, del governo, del leader e del programma ritrovato e del crescente consenso popolare, ecco, proprio in questo momento, il presuntuoso Civati, il depresso Fassina, il grigio Bersani e tutti gli sconfitti dei mesi scorsi (sconfitti nelle urne, sconfitti al Congresso PD) trovino tanta vivacità masochistica. Come scrive Guandalini

    Continuano nella loro opposizione dicendo che: o cambia il provvedimento o votano contro. Dove siamo? Nel partito della banane?

    (14 Aprile 2014)

    Ottimo post di Franco Bomprezzi sulla necessità di una politica della solidarietà e sul ruolo del governo Renzi.

    Dall’indignazione all’antipolitica (rivisitando Hessel)
    http://ilsaltodirodi.com/2014/04/07/dallindignazione-allantipolitica-2/

    La travolgente marcia dei 5 Stelle alla conquista dell’Europa

    Conclusa la scelta on line dei candidati 5 Stelle alle prossime elezioni europee. 33.300 “cittadini” (rigorosamente iscritti e accreditati al voto) hanno espresso 91.000 preferenze e scelti i loro beniamini. Democrazia diretta, si chiama. Tal Antonica Gabriele – se capisco la tabella sul sito di Grillo – ha ricevuto 870 preferenze, e quindi sarà candidato. Attademo Francesco 503. Salvatore Alice 258. Numeroni. Masse festose, davvero. Comunque c’è anche chi ha superato le mille preferenze e l’idolo delle folle, tal Tamburrano Dario, sarà candidato grazie a 1.880 preferenze: una grande presenza sul territorio, un grande riconoscimento alla sua leadership. Insomma, con poche centinaia di voti organizzati fra amici, zii ed ex compagni di scuola questi illustri sconosciuti (per me, semmai saranno notissimi fra i 3-400 che li hanno votati o, forse, sono “amici” di qualcuno…) diventeranno parlamentari europei in circoscrizioni dove voteranno milioni di italiani. Centinaia di preferenze; milioni di elettori… Mah!

    Intanto avrete notato che non c’è trasmissione televisiva che ormai non ospiti qualche grillino, perché la televisione è il Male ma bisogna esserci; ieri – lavoravo a casa sintonizzato su SkyTg24 – ho sopportato la costante presenza di Grillo, che fingeva di non voler parlare ai giornalisti che, pateticamente, si lasciavano insultare pur di strappare una qualunque battuta. La più bella è questa “Renzi è un figlioccio di Gelli” (i più giovani che non capiscono la battuta seguano il link su Gelli, ma è come dire “il figlio del demonio”); e mancano due mesi alle elezioni. Fra un mese cosa dirà? “Renzi è un rettiliano transgender affiliato all’Opus Dei”.

    (5 Aprile 2014)

    Noto politico italiano esalta le masse in vista delle elezioni europee.

    #vinciamonoi #speriamodino

    (3 Aprile 2014)

    Che fine ha fatto il Grande Sborone?

    Berlusconi col cappello in mano da Napolitano per chiedere grazia; almeno non i domiciliari; almenissimo qualunque cosa che gli dia spazio e - secondo il suo lessico - “agibilità politica”.

    Ma allora non ha capito nulla? Pensava che Napolitano avesse scherzato in tutti questi mesi e avrebbe calpestato leggi, Costituzione, prassi, buon senso e buon gusto (come per mesi e mesi i grillini giuravano avrebbe fatto, gli insensati…), in nome di che? Pensava di avere un diritto divino in quanto (ex) unto dal Signore? Un diritto per meriti per lavoro in quanto (ex) Cavaliere? Un diritto politico in quanto capo del partito fortemente corresponsabile dello sfascio italiano, dello sdoganamento della destra, di vent’anni di bugie sesquipedali?

    Ma dov’è finito il Grande Sborone, sempre sulla vetta, sempre pronto a ribaltare tavoli, cambiare linea, esaltare le piazze, agguantare l’attimo? Eh? Dov’è finito?

    Ma forse, è semplicemente finito…

    (3 Aprile 2014)

    Dal linguaggio alla politica, passando per il relativismo, internet…

    Una mappa che rappresenta i principali articoli pubblicati in questi due mesi su Hic Rhodus.

    (27 Marzo 2014)

    È ancora attuale la classica distinzione politica fra destra e sinistra?

    Oggi, su Hic Rhodus: http://ilsaltodirodi.com/2014/03/21/essere-di-destra-o-di-sinistra/

    Michele di Salvo, grande conoscitore del M5S, indica i veri punti fragili di Grillo, al di là dei deputati espulsi.

    (12 Marzo 2014)

    Michele Di Salvo scrive ottimamente e argutamente contro le quote rosa.

    micheledisalvo:

    Questione di quote
    http://micheledisalvo.com/2014/03/questione-di-quote.html

    (11 Marzo 2014)

    Capire la geografia del potere renziano. Tanto potere…

    (28 Febbraio 2014)

    Dimentichiamoli presto

    Non cambierà nulla.

    I quattro senatori 5 Stelle saranno espulsi e altri li seguiranno schifati, nauseati, traditi, mortificati, calpestati, ma non cambierà nulla. Il Guru genovese nel suo blog di oggi riduce volgarmente la vicenda al “tenersi l’intero stipendio da parlamentari” e i suoi deboli seguaci gli crederanno, bestemmieranno, perseguiteranno Orellana e gli altri sommergendoli di invettive e minacce come sempre.

    Leggi tutto

    San Giovanni Battista aiutalo tu!

    Per lavorare bene e fare finalmente il governo arrembante, riformatore e stimato in Europa che tutti vogliamo a Renzi occorrono:

    • aggressività, smodata voglia di farcela, anche un po’ di arroganza; e questa c’è;
    • un programma capace di tenere assieme la destra di Alfano con la sinistra PD; difficile. Al momento solo la paura delle elezioni frena Alfano e i residui brandelli di Scelta Civica, che dovranno ingoiare quel che vuole Renzi. Ma non oltre certi limiti, e Renzi dovrà tenerne conto;
    • pochi tradimenti nel suo PD, dove invece lo sport di impallinare i propri leader è diventato di moda;
    • uomini fidati attorno a lui, ma anche uomini chiave non necessariamente a lui graditi ma semplicemente “necessari”, come al Ministero dell’Economia dove serve un nome autorevole, capace, gradito all’Europa… che al momento non c’è;
    • una tecnostruttura ministeriale capace di collaborare anziché assorbire tutto e tutti e di far naufragare le migliori intenzioni politiche; e qui non si vede cosa possa fare Renzi;
    • un Presidente della Repubblica autorevolmente e discretamente al suo fianco; al momento c’è, obtorto collo, ma non giurerei sul feeling Renzi-Napolitano.

    Ah, dimenticavo: una congiunzione Saturno-Mercurio-SanGiovanni estremamente favorevole!

    (18 Febbraio 2014)

    La formidabile confusione

    Come sapevamo da alcuni giorni (e come ci pareva di aver sempre saputo…) Renzi ha ricevuto l’incarico per formare un nuovo governo. Con una manovra di palazzo il nuovo che avanza arriva nel centro dell’arena, per rottamare tutto e per garantire la prosecuzione del governo delle larghe intese ritoccato. Con ministri nuovi di pacca assieme a vecchie glorie, giovani motori per spinte propulsive e vecchi arnesi che conoscono il pollaio, partiti nuovi nati vecchi come il NCD e vecchi che cercano di svecchiarsi senza riuscirci come il PD. Nell’incarico a Renzi si coagula tutto il malessere degli antagonisti, complottisti, indignati e pentastellati, ma anche molta speranza che sia questa, finalmente, la volta che si combina qualcosa. Qualcosa, diavolo! E questa benedetta riforma elettorale di cui si blatera ipocritamente da decenni! E norme per il lavoro che siamo allo stremo pur avendo capitale industriale, sociale e culturale da vendere! E svecchiamento di una burocrazia che avrebbe fatto senso anche al Re Bomba!

    Vedremo come se la caverà l’arrembante Renzi. Il burbante, antipatico, cinico, spregiudicato, movimentista, spaccamontagne Renzi. Dopo di lui non ci resterebbe che chiedere l’annessione all’Austria.

    (17 Febbraio 2014)

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