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Il Tumblr di Claudio Bezzi
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    La resa dei conti

    Lo scontro in Italia non è più fra socialdemocrazia e (presunto) liberalismo ma fra trasversale innovazione e trasversale conservazione. Fino a poco tempo fa combattevamo il berlusconismo liberista e grassatore, volgare ed eversore, pensando di contrapporre un modello sociale ed economico di progresso e sviluppo ad uno di stagnazione parassitaria. Uscito di scena Berlusconi (perché è definitivamente uscito di scena, non fatevi ingannare da quella controfigura che appare in TV e sigla patti con Renzi…), sostituito dal fasciogrillismo inutile e sterile, ed entrato prepotentemente sul palco, rubando la scena a tutti, l’ipercinetico Renzi, tutti i vecchi giochi sono venuti meno. Le regole sono state sparigliate; gli orizzonti ribaltati; le parole d’ordine vanificate. In tutti gli schieramenti siamo alla resa dei conti: i pruriti riformatori stanno trovando nuove strade e rappresentanze, mentre le lobby conservatrici riuniscono le loro armate, o quel che ne resta, attorno a figure di grande e indiscusso prestigio e capacità e competenza come D’Alema o Brunetta. I sindacati sono indecisi se proclamare scioperi necessari alla loro visione del mondo e probabilmente deludenti negli esiti. I parlamentari se ne infischiano delle regole di partito e nessuno obbedisce più a nessuno.

    Il Grande Casino è iniziato.

    (19 Settembre 2014)

    DIssidenti, malpancisti, minoranze in cerca di visibilità portano ulteriori valide ragioni alle liste elettorali decise dalle segreterie!

    (18 Settembre 2014)

    Oggi su Hic Rhodus: http://ilsaltodirodi.com/2014/07/23/condannato-se-rubi-ma-assolto-se-ruby/

    (23 Luglio 2014)

    La strategia di Renzi

    Ha fatto bene? Ha fatto male Renzi a snobbare il M5S che aveva fatte grandi aperture? Ha fatto bene o male Renzi a schiacciare pesantemente la resistenza interna? Facile a dirsi: se vincerà avrà fatto benissimo e durerà altri vent’anni, se perderà crollerà ignominiosamente. E poiché i margini della sconfitta sono più ampi (è sconfitta se non fa le riforme, se ne fa la metà, se le fa parziali e pasticciate…) il rischio è grandissimo. Renzi lo sa benissimo, guai a prenderlo per sconsiderato e avventurista. Ha fatto le sue scelte, sa che grande parte dell’opinione pubblica lo appoggia, vede la debolezza del M5S, capisce che la fronda interna al PD non ha futuro, comprende che Berlusconi ha una forza parlamentare utile ora ma non potrebbe impensierirlo elettoralmente e quindi fa il suo affondo. Un colpo secco e implacabile. Come tutti i duelli feroci durerà poco, e vedremo presto se avrà avuta ragione.

    (7 Luglio 2014)

    —-

    Ecco i  40 senatori contro Renzi.

    Prepariamoci al ventennio renziano

    Non so se avete anche voi la stessa impressione, ma un mix di fortuna, carattere, intelligenza, demerito degli avversari, contingenze storiche… tutto converge a favore di Renzi. La situazione per il premier è tale che dovrebbe fare, da solo, una sciocchezza mondiale, per ribaltare questa situazione; dovrebbero trovarlo impasticcato di anfetamine a rubare il tesoro di San Gennaro, o riprenderlo di nascosto con la coppola a fare il giuramento dei mafiosi… non saprei… Vediamo un attimo:

    Leggi tutto

    Oggi su Hic Rhodus: http://ilsaltodirodi.com/2014/06/11/ma-grillo-e-fascista-o-no-e-renzi-e-democristiano-o-cosa-berlusconi-e-davvero-un-liberale-il-problema-delle-etichette-e-la-loro-inadeguatezza-nella-semplificazione-politica/

    Elezioni europee. 1 – Panoramica

    Renzi: una stratosferica vittoria personale. Dal 25,43% guadagnato da Bersani un anno fa al 40,8% di oggi non ci sono solo più di 15 punti percentuali ma 2 milioni e 600.000 voti che si sono aggiunti. Il dato assoluto è fondamentale per considerare cosa sia successo al netto dell’enorme massa di non votanti. Sarà difficile ora per le minoranze interne contrastare chi ha ottenuto una vittoria così indiscutibile.

    Governo: sostanzialmente più forte, ovviamente. Difficile che Alfano desideri andare al voto col modestissimo risultato ottenuto, mentre certo avrà bisogno di più “visibilità”… D’altra parte neppure Forza Italia può desiderare il voto, né lo può desiderare Grillo… Paradossalmente si tratta di una forza ingessata perché alla luce dei risultati in pochi vorranno portare avanti le riforme istituzionali (in particolare la riforma elettorale) e questo creerà difficoltà a Renzi che proprio sulla realizzazione delle riforme si gioca la sua credibilità.

    Grillo: la politica della paura non ha vinto e non poteva vincere. Il Duce e il suo Mazarino saranno bravi comunicatori sul web, ma una qualche lezione di sociologia e psicologia di base devono decidersi a prenderla. Gli italiani sono umorali e tendenzialmente forcaioli nel breve periodo ma alla lunga cercano stabilità e certezze. Deprimente che ancora alle 10.00 non ci sia un comunicato ufficiale, che Grillo non prenda la parola per ammettere la sconfitta… Al di là dei punti percentuali persi si tratta di quasi tre milioni di voti in meno. Non sono noccioline!

    Europa: la situazione complessiva è molto caotica e potrebbe rischiare di ingessarsi su posizioni difensive. I socialisti avanzano ma non sfondano, complice il disastro francese; i popolari tengono ma arretrando e i liberali vanno scomparendo. Terzo incomodo il gruppo degli euroscettici, talmente frammentato che non può rappresentare un vero problema. Il problema è che fra imponente astensione al voto e considerevole voto euroscettico l’Europa sta dimostrando al mondo di essere inconsistente politicamente. Putin ringrazia, e assieme a lui le vere potenze emergenti.

    Berlusconi: nessuna sorpresa, il declino berlusconiano era chiarissimo e il risultato elettorale semplicemente lo certifica. Adesso si apre una fase complicata a destra, frammentata in almeno 4 forze (FI, NCD, Fratelli d’Italia, Lega) che assieme raccolgono il 31%, circa 2 punti in più delle politiche dell’anno scorso… Una ricomposizione che potrebbe avere esiti differenti.

    Lega: un risultato assolutamente notevole che premia – sostanzialmente nel Nord-Ovest – la xenofobia, la tendenza autarchica, il localismo dell’Italia peggiore. È chiarissimo che il ruolo politico che Salvini vuole ritagliare alla Lega è quello della destra estrema, evidentemente vincente in termini elettorali ma paradossalmente sterile strategicamente a livello nazionale.

    Sondaggi: non c’hanno azzeccato per niente. Se un anno fa la giustificazione era che non si poteva prevedere il fenomeno 5 Stelle, così inedito e sotterraneo, non so cosa potranno inventarsi questa volta se anche i sondaggi degli ultimi giorni (quelli “segreti” che chiunque, in realtà, poteva consultare) davano risultati enormemente differenti (le ragioni dell’inattendibilità dei sondaggi l’ho spiegata QUI).

    (26 Maggio 2014, ore 10,10)

    Lesa Maestà

    È solo in un contesto di democrazia malata che possiamo assistere ai deliri dei fan (non sostenitori, non elettori, ma fan come abbreviazione di fanatic) per Berlusconi e per Grillo, padroni (non leader, non autorevoli modelli presi a esempio, ma “padroni” nel senso di ‘proprietari’) del secondo e terzo partito in Italia. In questo quadro non stupisce se ogni critica a Grillo solleva ondate incredibili di livore (provate a scrivere su Twitter qualcosa di critico e vedrete) e se adesso Berlusconi sta provando (con scarsissimo successo) di sollevare un polverone complottista per la sua uscita di scena all’epoca del governo Monti. Ma come? Un così grande statista, un così lungimirante politico, l’Uomo della Provvidenza, dopo anni di inutili tentativi delle Toghe Rosse, rovesciato da un vero colpo di Stato ordito dal Quirinale, dai comunisti, dalla Merkel e da potenze pluto giudaico-massoniche. Ma come hanno osato? Ha risposto bene Serra e sa rispondere ogni italiano non fanatico e minimamente razionale: la sua caduta non è dovuta a un “colpo di Stato” bensì alla constatazione del suo fallimento, alle contraddizioni interne del suo partito e all’impossibilità storica di sfuggire alle sue gravi responsabilità.

    (15 Maggio 2014)

    Berlusconi dall’Annunziata: “Diventerò Padre della Patria”

    (4 Maggio 2014)

    Il coniglio nel cilindro di Berlusconi

    Una campagna elettorale che non decolla, sondaggi che danno FI sotto il 19%, le logore parole d’ordine di Berlusconi che non affascinano… Che fare? Serve un colpo di genio, un’uscita clamorosa, il classico coniglio nel cilindro che attragga attenzione, interesse e soprattutto voti. La trovata clamorosa è in realtà già pronta, e sta semplicemente maturando: farsi arrestare. L’improntitudine verbale contro la sentenza e contro i giudici, espressamente vietate dall’ordinanza di affidamento, non sono certo un errore, un elemento caratteriale incontrollato, voce dal sen fuggita. Ormai conosciamo bene Berlusconi e sappiamo che ogni suo gesto ha un motivo, ogni sua dichiarazione si inscrive in un disegno. Berlusconi vuole il martirio, supponendolo vincente elettoralmente, un martirio che la tenue condanna ai servizi sociali non gli consente di spendere. La riflessione finale può riguardare, al massimo, un vago stupore nell’apprendere che davvero, ancora, qualcuno sarebbe così facilmente preso per il naso dall’ex Grande Sborone.

    (3 Maggio 2014)

    25 Aprile attualizzato.

    I matti

    L’incontro Renzi-Berlusconi di ieri sera sembra confermare la tenuta del “patto del Nazareno”. Credo che il clou della riunione sia riassumibile nella battuta di Berlusconi riferita dal Messaggero:

    Caro Matteo, facciamo così. Io tengo a bada i miei matti e tu tieni a bada i tuoi matti.

    Perché di matti ne stiamo vedendo molti. Poco mi importa di quelli in Forza Italia, partito allo sbando con guerre intestine feroci per contendersi quote di potere e di visibilità; trovo invece incredibile lo sbando interno al PD dove la minoranza delle sconfitte ignora la storia, il momento, il Paese, la convenienza, tutto, in nome della purezza ideologica, della libera espressione della sottile differenza, delle Magnifiche Sorti e Progressive… e del rancore verso questo tracotante ragazzotto che rischia davvero di fare in pochi mesi quello che i D’Alema, le Bindi, i Fassina e i Bersani non hanno saputo in vent’anni. Un’onta assolutamente da evitare!

    (15 Aprile 2014)

    Mentire sempre, anche di fronte all’evidenza

    Generosamente patetico, Berlusconi. O scioccamente dissimulatore. O stolidamente mentitore, non saprei… affermare che Dell’Utri era a Beirut

    perché Vladimir Putin mi ha chiesto di sostenere la campagna elettorale di Amin Gemayel

    e quindi come gesto nobile, di diplomazia internazionale, perché l’amico Putin solo a lui poteva rivolgersi per sì delicato incarico, e chi altri avrebbe mai potuto condurlo a termine con successo se non Dell’Utri? Ecco, sostenere questa verità richiede qualità non comuni. Faccia tosta, improntitudine, assoluta sicurezza che l’uditorio sia disponibile a bersi qualunque cosa se detta da lui… E dopo Ruby nipote di Mubarak si può evidentemente far ingoiare anche queste piccole sciocchezzuole.

    (13 Aprile 2014)

    Che fine ha fatto il Grande Sborone?

    Berlusconi col cappello in mano da Napolitano per chiedere grazia; almeno non i domiciliari; almenissimo qualunque cosa che gli dia spazio e - secondo il suo lessico - “agibilità politica”.

    Ma allora non ha capito nulla? Pensava che Napolitano avesse scherzato in tutti questi mesi e avrebbe calpestato leggi, Costituzione, prassi, buon senso e buon gusto (come per mesi e mesi i grillini giuravano avrebbe fatto, gli insensati…), in nome di che? Pensava di avere un diritto divino in quanto (ex) unto dal Signore? Un diritto per meriti per lavoro in quanto (ex) Cavaliere? Un diritto politico in quanto capo del partito fortemente corresponsabile dello sfascio italiano, dello sdoganamento della destra, di vent’anni di bugie sesquipedali?

    Ma dov’è finito il Grande Sborone, sempre sulla vetta, sempre pronto a ribaltare tavoli, cambiare linea, esaltare le piazze, agguantare l’attimo? Eh? Dov’è finito?

    Ma forse, è semplicemente finito…

    (3 Aprile 2014)

    (15 Marzo 2014)

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