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    I matti

    L’incontro Renzi-Berlusconi di ieri sera sembra confermare la tenuta del “patto del Nazareno”. Credo che il clou della riunione sia riassumibile nella battuta di Berlusconi riferita dal Messaggero:

    Caro Matteo, facciamo così. Io tengo a bada i miei matti e tu tieni a bada i tuoi matti.

    Perché di matti ne stiamo vedendo molti. Poco mi importa di quelli in Forza Italia, partito allo sbando con guerre intestine feroci per contendersi quote di potere e di visibilità; trovo invece incredibile lo sbando interno al PD dove la minoranza delle sconfitte ignora la storia, il momento, il Paese, la convenienza, tutto, in nome della purezza ideologica, della libera espressione della sottile differenza, delle Magnifiche Sorti e Progressive… e del rancore verso questo tracotante ragazzotto che rischia davvero di fare in pochi mesi quello che i D’Alema, le Bindi, i Fassina e i Bersani non hanno saputo in vent’anni. Un’onta assolutamente da evitare!

    (15 Aprile 2014)

    Mentire sempre, anche di fronte all’evidenza

    Generosamente patetico, Berlusconi. O scioccamente dissimulatore. O stolidamente mentitore, non saprei… affermare che Dell’Utri era a Beirut

    perché Vladimir Putin mi ha chiesto di sostenere la campagna elettorale di Amin Gemayel

    e quindi come gesto nobile, di diplomazia internazionale, perché l’amico Putin solo a lui poteva rivolgersi per sì delicato incarico, e chi altri avrebbe mai potuto condurlo a termine con successo se non Dell’Utri? Ecco, sostenere questa verità richiede qualità non comuni. Faccia tosta, improntitudine, assoluta sicurezza che l’uditorio sia disponibile a bersi qualunque cosa se detta da lui… E dopo Ruby nipote di Mubarak si può evidentemente far ingoiare anche queste piccole sciocchezzuole.

    (13 Aprile 2014)

    Che fine ha fatto il Grande Sborone?

    Berlusconi col cappello in mano da Napolitano per chiedere grazia; almeno non i domiciliari; almenissimo qualunque cosa che gli dia spazio e - secondo il suo lessico - “agibilità politica”.

    Ma allora non ha capito nulla? Pensava che Napolitano avesse scherzato in tutti questi mesi e avrebbe calpestato leggi, Costituzione, prassi, buon senso e buon gusto (come per mesi e mesi i grillini giuravano avrebbe fatto, gli insensati…), in nome di che? Pensava di avere un diritto divino in quanto (ex) unto dal Signore? Un diritto per meriti per lavoro in quanto (ex) Cavaliere? Un diritto politico in quanto capo del partito fortemente corresponsabile dello sfascio italiano, dello sdoganamento della destra, di vent’anni di bugie sesquipedali?

    Ma dov’è finito il Grande Sborone, sempre sulla vetta, sempre pronto a ribaltare tavoli, cambiare linea, esaltare le piazze, agguantare l’attimo? Eh? Dov’è finito?

    Ma forse, è semplicemente finito…

    (3 Aprile 2014)

    (15 Marzo 2014)

    Mai con Berlusconi

    Renzi precisa - su una provocazione giornalistica - che NON FARÀ MAI UN GOVERNO CON BERLUSCONI.

    L’ho scritto in maiuscolo perché pare che questa cosa non venga capita. Renzi lo dice da sempre; all’epoca delle primarie dell’anno scorso per il candidato premier, Renzi lo diceva a chiare lettere mentre Bersani giocava a “smacchiare il giaguaro” ed è finita com’è finita. Questo PD è oggi al governo nelle larghe intese anche a causa di anni di politica onanista, di verbosità presuntuosa, di ambiguità programmatiche. Ma è alternativo a Berlusconi e Renzi non è stupido e lo sa bene.

    Chi poi, riflettendo poco, denuncia che Renzi con Berlusconi ha fatto l’accordo per la legge elettorale, deve considerare che si tratta di questioni assolutamente e totalmente differenti. Poiché tale differenza l’ho scritta in lungo e in largo QUI, se volete andate a leggere.

    (7 Febbraio 2014)

    Renzi l’Italico

    Oggi Renzi ha chiuso definitivamente la partita con Berlusconi con modifiche alla proposta di legge elettorale (cosiddetta “Italicum”) indubbiamente migliorative: la soglia per il premio è alzata con un massimo non eccezionale per il vincitore (cercando di pararsi da ulteriori difetti di costituzionalità); lo sbarramento per i partiti in coalizione è abbassato; il premio salva-Lega (che comunque ha un perché) concordato.

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    Bel post di Vittorio Zucconi sul linguaggio politico contemporaneo, forgiato e innovato da Berlusconi e da lì tracimato in Grillo e Renzi.

    (22 Gennaio 2014)

    Ma una legge elettorale la volete oppure no?

    Naturalmente la notizia del giorno è l’incontro Renzi-Berlusconi. Lo sberleffo, l’indignazione, la protesta, l’ira verso questo incontro è stata generale. I “bersaniani” (quelli, ricordiamolo, usciti sonoramente sconfitti dalle primarie PD) hanno aperto le danze protestando che un pregiudicato quale Berlusconi inquinasse il sacro suolo della sede PD… Su Twitter c’è stata la saga complottista al grido “Inciucio inciucio!”.

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    Le dodici fatiche di Renzacle

    Indipendentemente dalle appartenenze politiche e dalle simpatie elettorali, possiamo dare uno sguardo spassionato a cosa succede in casa PD? 

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    Berlusconi e il porta a porta della riscossa

    Berlusconi:

    dobbiamo convincere gli indecisi e i delusi del M5s, con una catena di Sant’Antonio e un porta a porta (Fonte).

    Quindi i Testimoni di Geova sono avvertiti: la concorrenza sarà spietata!

    (11 Gennaio 2014)

    Ogni botte dà il suo vino…

    (18 Dicembre 2013)

    Cosa vogliono i forconi.

    (17 Dicembre 2013)

    Renzi lancia la palla a Grillo

    Renzi formalmente proclamato segretario ieri, dopo la schiacciante vittoria alle primarie, oltre a fare sagge operazioni di apertura alla minoranza interna (con Cuperlo presidente) ha gettato sul tappeto questioni “pesanti” che servono a prendere nettamente la distanza da Berlusconi e a lanciare la palla a Grillo per stanarlo dalla sua demagogia fin troppo facile grazie all’inanità dell’ultimo ventennio di classe dirigente piddina:

    • piano per il lavoro entro un mese;
    • semplificazione norme per il lavoro;
    • unioni civili (civil partnership);
    • ius soli e superamento legge Bossi-Fini;
    • rinuncia rimborsi elettorali anche da subito (quindi anticipando la scadenza prevista dal ddl di qualche giorno fa) per incalzare Grillo a patto che questi accetti di votare la riforma elettorale e quella istituzionale (prossimi punti);
    • riforma elettorale maggioritaria con preferenze e certezza della governabilità
    • trasformazione Senato in Camera delle Autonomie;
    • no Europa della tecnocrazia;
    • basta favori alle banche;
    • no agli eccessivi guadagni dei manager pubblici;
    • basta con le larghe intese.

    Alcuni sono temi cari a Grillo e al suo Movimento (e alcuni sono un po’ demagogici, ma mala tempora currunt) ed è chiarissima la strategia di Renzi che, per essere sicuro di essere capito, ha utilizzato anche un lessico comprensibile al guru genovese definendolo “buffone”. Facile immaginare l’imbarazzo del grillismo che – è scontato – rigetterà come strumentale l’offerta.

    (16 Dicembre 2013)

    Forconi, furboni e fascistoni

    1. Il Paese è allo stremo. L’impoverimento un dramma reale per milioni. Lo spettacolo allucinante dello spreco pubblico e del malaffare politico una realtà scandalosa. Se non partiamo da qui qualunque “se” e qualunque “ma” diventano ipocrita complicità. Sorvolo l’analisi: l’Europa matrigna, la Merkel ottusa, la Troika infiltrata dal potere massonico che vuol male all’Italia… Oppure decenni di Bengodi dove ogni singolo italiano ha approfittato in maniera scandalosa, dal piccolo abuso edilizio al figlio sistemato in Regione, salvo poi scagliarsi sulla kasta adesso che la festa è finita. Non ha molta importanza l’analisi, ORA. Ora siamo veramente sull’orlo del precipizio, e non lo dicono gli indicatori macroeconomici, ironicamente in leggero miglioramento, ma quelli sociali visibili nella rabbia violenta che sta dilagando nel Paese. 
    2. Su questa inevitabile e legittima rabbia e disperazione si stanno giocando partite ignobili che nulla hanno a che fare con la soluzione dei problemi e molto con la scalata politica di un pugno di spregiudicati: Berlusconi alimenta l’ambiguità nei confronti dei forconi, minaccia rivoluzioni se l’arrestano e si sposta su posizioni eversive tipiche dell’uomo; la Lega vede un rilancio in chiave populista e antieuropeista del forconismo, peraltro agito col la violenza del celodurismo a loro caro (gli episodi di violenza piccola e grande si vanno diffondendo in maniera inquietante); il M5S, senza appoggiare direttamente i forconi, si mostra collaterale per una certa identità delle parole d’ordine e lancia appelli all’insubordinazione delle forze di polizia (che è un reato); a questo mix fascista-populista, con comprovate presenze di estrema destra, si vanno aggiungendo elementi malavitosi, ultrà, antagonisti di varie bandiere, in un mix incendiario perché i provocatori questo vogliono: lo scontro, il disordine, sperabilmente il morto…
    3. anche se assolutamente minoritari nel Paese, gli sfascisti nelle strade fanno notizia, bloccano il Pese, fanno paura, e gli sfascisti nel Palazzo lavorano a tempo pieno per approfittare della situazione. Solo sciocchi dalla vista corta e dalla morale incerta possono plaudire ai disordini, come se fossero l’inizio di una luminosa rivoluzione di popolo che ci riscatterà dalle miserie attuali. E solo dei banditi possono volere cavalcare questa crisi. Banditi. Eversori. Solo la politica può salvarci. Una buona politica, ovviamente, quella che oggi facciamo fatica a vedere ma che esiste, se solo vogliamo farla, perché la mala politica che ci affligge è dovuta alla troppo lunga ignavia degli italiani. Ma la buona politica, per convincere gli italiani troppe volte illusi e delusi, deve uscire allo scoperto e lavorare subito, immediatamente, ORA, per soluzioni che riguardino il lavoro e il fisco, lo sviluppo, il welfare.

    (12 Dicembre 2013)

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